Dall’inizio dell’anno la rapida diffusione della Pandemia ha causato una gravissima emergenza sanitaria tradottasi, in breve, in crisi sociale ed economica con gravi ripercussioni anche sui mercati finanziari e dei prodotti energetici.

La ripresa dipenderà anche dall’evoluzione dei contagi e delle misure sanitarie. i Governi e le Banche Centrali hanno adottato provvedimenti a favore di famiglie ed imprese anche sotto forma di garanzie sui prestiti.

La BCE ha rafforzato ed ampliato i programmi di acquisto di titoli pubblici e privati (APP e PEPP). Anche le Istituzioni Europee sono scese in campo con programmi finanziari destinati a contrastare gli effetti della crisi sul mercato del lavoro (SURE), a interventi sui sistemi sanitari (Nuovo MES) e a programmi di investimento produttivo (Recovery Fund).In Italia le misure di contenimento del rischio hanno provocato gravi effetti in particolare in alcuni comparti (Turismo, Commercio, Trasporti, Attività Culturali e Servizi alla Persona. Si prevede per il 2020 una caduta del PIL che oscillerebbe tra il 9 ed il 13%, con una ripresa pari circa alla metà per il 2021.Smart-working e commercio digitale hanno consentito di contenere alcuni effetti negativi dei provvedimenti di blocco delle attività. L’Italia dovrà dimostrare capacità di usare le risorse finanziarie eccezionali introdotte dalle Istituzioni nonché quelle già detenute dai privati.Occorre aumentare la produttività, incrementare l’efficacia della spesa pubblica, migliorare la qualità del capitale umano, investire in ricerca ed innovazione, preservare e rendere fruibile il patrimonio naturale, storico ed artistico del nostro Paese, con un’attenzione particolare ai conti dello Stato.

L’esperienza che stiamo vivendo ci insegna che nessun Paese può uscire da questa crisi se non stringendo sempre di più i legami con la U.E.