Irene Priolo RotaryIrene Priolo ci ha parlato nella veste di Assessore all’ambiente, difesa del suolo e della costa e protezione civile della Regione Emilia-Romagna.

Fino a qualche tempo fa la delega all’ambiente era considerata una delega in qualche modo minore, perché i cittadini e la politica non avevano ancora ben percepito la misura dei problemi ambientali e gli intrecci stretti tra ambiente, economia e qualità della vita. Oggi invece siamo tutti ben consapevoli della centralità del tema e delle politiche connesse.

I problemi ambientali si intrecciano ora con le nuove responsabilità collegate al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e con gli impegni nazionali e internazionali per la transizione ecologica. Che cosa può fare la Regione a fronte di questi nuovi, enormi impegni? Priolo ha sottolineato che soltanto nuove sinergie tra istituzioni, imprese e cittadini possono avvicinarci agli obiettivi ambiziosi che vengono
assegnati alla politica ambientale. Per parte sua la Regione si impegna a sostenere con denaro pubblico gli investimenti che vanno nella direzione giusta per il contenimento delle emissioni e la riduzione del fabbisogno energetico. L’obiettivo generale, ha insistito, è favorire una trasformazione del sistema economico nel senso della transizione ecologica.

Ben più difficile appare l’impegno ad avvicinarsi a un’autonomia della regione nella produzione dell’energia di cui ha bisogno. Oggi soltanto il 25% dell’energia consumata in regione proviene da fonti rinnovabili. È difficile immaginare come il restante 75% possa essere generato dal fotovoltaico e dall’eolico in una regione con le caratteristiche del territorio e la limitata ventilazione che conosciamo.

Anche i problemi del traffico, in ambito regionale e locale, sono ovviamente centrali per le politiche ambientali, e anche in questo ambito le sfide per una politica regionale appaiono di prima grandezza. Sempre più spesso, “è il cittadino che determina la domanda”. Anche per questo, ha sottolineato, l’innovazione procederà più rapidamente di quanto previsto finora, generando nuove filiere, nuove professioni per le nuove generazioni. Irene Priolo è apparsa consapevole anche del timore che, da noi, accompagna sempre gli obiettivi e i programmi più ambiziosi delle istituzioni pubbliche. È il timore generato da quella che la stessa Priolo ha chiamato “la tela di Penelope” della politica
nostrana. È la tendenza delle successive amministrazioni a sfare, o rinunciare a realizzare, quello che sembrava ormai acquisito dall’amministrazione precedente, con un procedere che dilata i tempi e diluisce o vanifica i risultati.

La serata si è conclusa con alcune domande da parte dei soci dei due Club alle squali l’Assessore Priolo non si è sottratta con argomentazioni ragionevoli, ricche di dati e di confronti internazionali.